Agostino Chigi, banchiere di origini senesi e tra i più ricchi d’Europa, nel 1506 affida a Baldassarre Peruzzi la costruzione di una villa suburbana, oggi nota come Villa Farnesina alla Lungara.

Un tempio di delizie, di ozio ed un trionfo dell’Amore, questo era l’intento del mecenate che commissionò al genio di Raffaello la decorazione di uno degli ambienti principali.

La futura Loggia di Amore e Psiche doveva essere un luogo di ineffabile bellezza per accogliere e stupire gli illustri ospiti.

Raffaello trasforma la volta della loggia in un pergolato in cui avviene la Storia d’Amore di Cupido e Psiche attraversato da grandi festoni vegetali in cui si riconoscono i primi frutti e fiori importati dall’America da Colombo (zucche, melanzane, mais), a testimonianza della modernità del Chigi.

Una storia d’amore, tratta dall’Asino d’Oro di Apuleio, in cui una giovane ragazza cadrà vittima di Cupido che si innamorerà di lei e deciderà di sposarla. Al centro della volta, come in due finti arazzi, l’artista rappresenta il Concilio degli Dei ed il Banchetto Nunziale; ai lati tutte le divinità più importanti, Giove con Ganimede, Mercurio. Il tema è una trasposizione della vita sentimentale del Chigi, innamorato da tempo di una cortigiana, Francesca Ordeaschi che aveva conosciuto a Venezia e da cui avrà 5 figli.

Nel 1518, anno di decorazione della volta, Agostino stava preparando le nozze con Francesca, avvenute nel 1519 con il consenso di Papa Leone X.

Tutto il progetto è opera di Raffaello che si avvalse però della sua bottega, si riconoscono interventi di Giulio Romano e Giovanni da Udine (per il pergolato).

Raccontano le cronache che Raffaello non riuscisse a portare a termine il lavoro perché sentiva la mancanza della sua amata, la celebre Fornarina, pseudonimo di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere… e così il buon Agostino sembra che l’avesse fatta trasferire nella Villa per accelerare le decorazioni.

Inoltre, è probabile che il progetto iniziale prevedesse la realizzazione delle scene terresti sulle pareti (oggi occupate da finte nicchie), ma la sopraggiunta morte di Raffaello nel 1520 non consentì la conclusione del ciclo pittorico.

 

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InfoSite: Villa Farnesina

 

 

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