La presenza della comunità ebraica a Roma ha radici antiche. Gli ebrei erano presenti in città dal II secolo a.C. Il loro numero crebbe nel I secolo d.C. dopo la conquista di Gerusalemme da parte di Vespasiano e Tito.

Con  la riforma protestante, l’atteggiamento dei pontefici si inasprì. Papa Paolo IV, nel 1555, ordinò la costruzione del ghetto di Roma, tra i più antichi d’Europa, in un’area grande  poco più di tre ettari  ed emanò la bolla cum nimis absurdum (“poiché o oltremodo inconcepibile”).

Furono revocati tutti i diritti concessi agli ebrei romani; furono disposti inizialmente due soli varchi a chiusura ed apertura dell’intera zona. Furono diramati numerosi obblighi: risiedere all’interno del ghetto, rientrare prima del tramonto, avere sempre con sé un distintivo della comunità, non possedere beni immobili ed esercitare solo ed esclusivamente commercio di stracci e vestiti.

La zona prescelta per edificare il ghetto cade nell’attuale Rione Sant’Angelo, il più piccolo dei 22 all’interno della città di Roma. L’area comprendeva vie oggi scomparse, fra Piazza Giudea, Via del Portico d’Ottavia e la riva del Tevere presso l’Isola Tiberina.

Nella metà del XVII secolo, gli abitanti del ghetto erano circa 9000 e lo spazio in cui vivevano era decisamente angusto ed insalubre anche a causa delle continue inondazioni del Tevere. La segregazione fu abolita solo nel 1849 e nel 1870 i diritti degli Ebrei equiparati ai cittadini italiani.

L’ultima triste pagina risale al 16 ottobre 1943, il celebre “sabato nero”, quando  oltre 1000 ebrei furano deportati verso il campo di concentramento di Auschwitz con 18 carri bestiame dalla Stazione Tiburtina. Solo in 16 fecero ritorno a Roma.

La memoria di questo evento è ricordata in Largo 16 ottobre 1943 prospicente il Portico d’Ottavia e dalle “Pietre d’inciampo”, installazioni d’arte contemporanea dell’artista tedesco Gunter Demnig poste sul soglio stradale nei pressi delle abitazioni dei deportati.

 

Sostieni la #culturachevince, aiuta la condivisione.

 

Da visitareMuseo Ebraico

Info Site: è consigliabile iniziare la visita dall’area archeologica del Teatro di Marcello

Art & Food: Antico Forno Boccione  Forno Urbani

 

 

 

Share