“Andando via di là, Gesù vide un uomo seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo e gli disse seguimi… ed egli si alzò e lo seguì….”

La fama di Caravaggio a Roma si affermò, definitivamente, in seguito al primo grande lavoro pubblico. Il 23 Luglio 1599 Padre Berlinghiero della Reverenda Fabbrica di San Pietro gli commissionò i dipinti laterali della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi.

Caravaggio realizzò il Martirio di Matteo e la Vocazione di Matteo ed il lavoro fu saldato il 4 Luglio 1600.

Il Martirio di Matteo visibile sul lato destro della Cappella fu il primo ad essere eseguito ed i numerosi travagli dell’artista sono ritornati in luce dal 1951 quando l’ICR, a seguito di una campagna radiografica, ha mostrato i diversi pentimenti. (QUI)

La scena è impostata facendo perno sul carnefice del Santo nell’atto che precede il colpo finale. Da questa figura si diramano tutte le altre figure: dall’angelo che porge la palma del Martirio, al ragazzino nell’atto di gridare, all’uomo posto di profilo (fondo lato sx) in cui la critica ha voluto vedere l’autoritratto del “maestro”. (Focus Autoritratto)

Dopo il Martirio, Caravaggio realizza la tela della Vocazione posta sul lato sinistro, tra i suoi massimi capolavori. L’evento è ambientato in una spoglia taverna romana di cui l’artista era un assiduo frequentatore. Cristo e Pietro (primi personaggi sul lato destro) entrano nella stanza di Matteo il gabelliere, dove è in corso una transazione e 5 uomini sono seduti intorno ad un tavolo. Si riconoscono il contribuente Matteo ed il suo paggio in cui la critica vede come modello Mario Minniti, amico di Caravaggio.

La mano di Cristo tende verso Matteo, sottolineata dall’unico fascio di luce che illumina la taverna, è una chiara citazione della Creazione di Adamo di Michelangelo nella volta della Cappella Sistina.

Alle prime due tele, nel 1602 Caravaggio aggiunse anche la pala d’altare con il soggetto di San Matteo e l’Angelo.

La prima versione, considerata troppo naturalistica, con un San Matteo in primo piano con le ginocchia accavallate e l’angelo che prendendogli la mano gli insegnava a scrivere, fu rifiutata ed è andata distrutta durante la seconda guerra mondiale.

La seconda versione, apprezzabile oggi sull’altare della Cappella, presenta un Santo oramai anziano e saggio e l’angelo, entrambi collocati lungo un piano rialzato alla base della composizione. Eccellente l’escamotage dello sgabello posto in bilico di traverso per accentuare i volumi.

 

Sei curioso di vedere la prima versione di San Matteo e l’Angelo.... Clicca Qui!!

Info Site: San Luigi dei Francesi è nei pressi di Piazza Navona ed a poca distanza dalla Chiesa di Sant’Agostino in cui è visibile un’altra opera di Caravaggio: La Madonna dei Pellegrini.

 

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