Contrariamente a quanto si va dicendo, non è vero che i graffiti sono la più infima forma d’arte. Certo, può anche capitare di dover strisciare furtivamente in piena notte e dire bugie alla mamma, ma in verità è una delle forme d’arte più oneste che ci siano. Non c’è elitarismo né ostentazione, si espone sui migliori muri che una città abbia da offrire e nessuno è dissuaso dal costo del biglietto.

 

A Napoli, in Piazza dei Gerolomini, a due passi da Via Duomo, è visibile l’unica opera italiana del writer Banksy realizzata con la tecnica dello stencil. Un mistero inesauribile accompagna il nome dell’artista di Bristol la cui identità è tutt’ora ignota. Inizialmente l’opera dialogava con una piccola edicola votiva posizionata accanto e che è scomparsa nel tempo.

La Madonna con la pistola, posizionata al posto dell’aureola, campeggia su un muro anonimo, nel cuore della città partenopea. Sacro e profano si mescolano e quella pistola appare come metafora di una Napoli perennemente afflitta, in bilico tra legalità e corruzione, tra bene e male.

Nel 2016 a seguito di una petizione on line che ha raccolto oltre 16mila adesioni, una teca trasparente è stata posta a copertura e tutela dell’opera.

Banksy nel suo pellegrinaggio a Napoli aveva lasciato in città un’altra traccia, in Via Benedetto Croce: una rilettura dell’Estasi di Santa Teresa da Bernini in chiave consumistica e critica. Santa Teresa aveva in grembo una coca cola e delle patatine di McDonald.

L’opera con un valore di 100 mila dollari è stata cancellata da un vandalo nel 2010.

 

Dove trovarla: Piazza dei Gerolomini, Napoli

 

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