Rome, Palazzo Farnese

Rome, Palazzo Farnese

Italian Version below*

Thanks to the European Heritage Days, I had the most unique and rare opportunity to visit again Palazzo Farnese.

Located in the heart of Rome, a few meters from Campo de ‘Fiori, the Renaissance jewel of the Eternal City, since 1936 it has housed the French Embassy, ​​on sale by the Italian State for a duration of 99 years.

The Palace is also known by the name of Dado Farnese and was considered one of the four wonders of Rome.

This was a real infinite project, 76 years of work, from 1513 to 1589.

The first to intervene was Antonio da Sangallo the Younger, in 1546 the genius of Michelangelo arrived and everything was finished by Vignola and Giacomo Della Porta.

The façade overlooking Piazza Farnese has two orders of 13 windows and a loggia in the central part .

The loggia was modified by Michelangelo which leaves its unmistakable mark even in the splendid cornice and shelves decorated with ovoli and dentils.

Michelangelo had great things in mind, even the project of a bridge, never built, which connected Palazzo Farnese on the side of via Giulia with Villa Farnesina (Via Della Lungara).

Inside, the decorations of the different rooms made by artists of the caliber of Annibale Carracci, Francesco Salviati, Taddeo, and Federico Zuccari shine.

The so-called Galleria dei Carracci, built between 1597 and 1608, has in the vault the theme of the Amori degli Dei.

It was made for the wedding of Ranuccio Farnese and Margherita Aldobrandini, depicted in the center of the vault in the likeness of Bacchus and Ariadne. 

Major creator of the decoration is Annibale Carracci; the walls, on the other hand, are made by the students, among whom the name of Domenichino stands out.

Another important environment is the so-called Sala dei Fasti, once the representative room of the Farnese family, today the Ambassador’s office. The decoration was made between 1557 and 1563. 

The large central decorations illustrate the splendor of the Farnese family, whose origins are still uncertain, but were certainly modest, with a glorification of the two main members.

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Complici le Giornate del Patrimonio Europee, ho avuto la possibilità più unica che rara di entrare nuovamente a Palazzo Farnese.

Situato nel cuore di Roma, a pochi metri da Campo de’ Fiori, gioiello rinascimentale della città eterna, dal 1936 ospita l’Ambasciata di Francia, su cessione dello Stato Italiano per una durata di 99 anni.

Il Palazzo è noto anche con il nome di Dado Farnese ed era considerato tra le quattro meraviglie di Roma.

Il progetto è un vero e proprio cantiere infinito, 76 anni di lavori, dal 1513 al 1589.

Il primo ad intervenire fu Antonio da Sangallo il Giovane, nel 1546 arrivò il genio di Michelangelo ed il tutto fu terminato dal Vignola e da Giacomo della Porta.

La facciata che prospetta su Piazza Farnese presenta due ordini da 13 finestre ed una loggia nella parte centrale modificata da Michelangelo che lascia il suo segno inconfondibile anche nello splendido cornicione “con mensole”, decorato da ovoli e dentelli.

Michelangelo aveva in mente grandi cose, anche il progetto di un ponte, mai realizzato, che collegasse Palazzo Farnese dal lato di Via Giulia con Villa Farnesina (Via della Lungara).

Brillano internamente, le decorazioni dei diversi ambienti realizzate da artisti del calibro di Annibale Carracci, Francesco Salviati, Taddeo e Federico Zuccari.

La Galleria detta dei Carracci realizzata tra il 1597 ed il 1608, ha nella volta il tema degli Amori degli Dei. Fu realizzata per il matrimonio di Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini, raffigurati al centro della volta nelle sembianze di Bacco e Arianna. 

Maggior ideatore della decorazione è Annibale Carracci; le pareti sono, invece, realizzate dagli allievi, tra i quali spicca il nome del Domenichino.

Altro ambiente, di rilievo, è la cosiddetta Sala dei Fasti, un tempo ambiente di rappresentanza della famiglia Farnese, oggi ufficio dell’Ambasciatore. La decorazione è stata realizzata tra il 1557 ed il 1563 da Salviati e da Taddeo e Federico Zuccari.

Le grandi decorazioni, centrali, illustrano i fasti della famiglia Farnese, le cui origini sono tutt’ora incerte, ma furono certamente modeste, con una glorificazione dei due membri principali.

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