Il testamento di Wright: Solomon R. Guggenheim New York

Frank Lloyd Wright nato nel 1867 a Winsconsin e trasferitosi a Chicago, dal 1887 al 1893 collaborò con lo studio di Adler & Sullivan, che fu fondamentale per la sua crescita professionale e dal quale si staccò presto per creare un proprio stile, riconoscibile già nella Prairie House Style (Casa nella prateria).
Con Wright si inizierà a parlare di architettura organica, di una volontà tesa a costruire non un edificio rigido, isolato, bensì libero di creare un rapporto con la natura circostante. La Casa sulla cascata (Fallingwater) del 1936 ne è l’esempio migliore: “Per Architettura Organica io intendo un’architettura che si sviluppi dall’interno all’esterno, in armonia con le condizioni del suo essere, distinta da un’architettura che venga applicata dall’esterno”.
L’anno seguente alla costruzione della Casa sulla Cascata, in uno scenario urbano completamente diverso, prende avvio quel grande tempio dell’arte moderna e contemporanea che sarà il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, fondato sulla 5thAvenue89.

Nel 1943, Wright ebbe l’ incarico di realizzare un nuovo edificio, considerato dagli addetti ai lavori, il suo testamento. L’inaugurazione avvenne dopo 16 anni, nel 1959.

L’architetto accoglierà con entusiasmo il nuovo incarico, soprassedendo anche alle numerosissime critiche che lo circondavano; basti pensare ad un articolo del 1959, apparso sulla rivista Life, che lo etichettava come “il museo d’arte più strano di New York”.
Il suo aspetto è in fortissimo contrasto con i grattacieli circostanti e Wright affermò che il suo Guggenheim avrebbe fatto sembrare il vicino Metropolitan Museum simile ad una baracca protestante.
La spirale capovolta in cemento bianco, ha chiari riferimenti ad una Ziggurat rovesciata, lo stesso Wright la ribattezzò Taruggiz.

Nonostante le critiche e le idee ardite di inserire quella determinata forma architettonica in uno spazio urbano circoscritto, l’edificio ha un funzionamento abbastanza classico e non fa che sorprendere chi arriva dalle strade laterali ed improvvisamente incontra la sua morbida mole.
La rampa a spirale di pianta circolare consente nella parte esterna di esporre le opere e in quella interna di salire o scendere.
Il museo va visitato partendo dall’alto; la collezione permanente comprende quasi interamente opere di arte non figurativa da Kandiskij, a Klee, Picasso, Braque e Chagall; una seconda parte è costituita da opere di impressionisti e post impressionisti donata nel 1976 da Justin K. Thannauser e la terza sezione comprende oltre 300 dipinti e sculture di minimalisti americani.

All’interno della struttura c’è il divieto di fotografare la parte espositiva, limitandosi solo a quella architettonica fruibile dal piano terra.

 

Per saperne di più e su dove trovarloQUI

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