Bernini & David

Bernini & David

Italian Version below*

Bernini began to sculpt the David for Cardinal Alessandro Peretti Montalto, but on the latter’s death, the sculpture was intercepted by Scipione Borghese. In May 1624 we find it already placed in a room on the ground floor of Villa Borghese.

For the first time after having dealt with mythological themes or Greek-Roman history, Bernini grapples with a sacred theme. Sculpting a David for a 17th-century artist was a clear reference to what had previously been done with the same subject by Michelangelo, Donatello, Verrocchio. 

Gian Lorenzo imagines David in a completely new way, he photographs him in the moment of maximum tension, almost blocking him as he closes his eyes, bites his lip, and concentrates on meeting Goliath.

The biblical hero has just taken a stone from the bag on his side to put it in the sling, a detail of unparalleled skill.

Probably for the position of the legs it refers to the Borghese Gladiator (now in the Louvre) who had the opportunity to see daily.

The chronicles of the silent dialogue between Maffeo Barberini (Pope Urban VIII) and Gian Lorenzo tell. Maffeo held the mirror so that Bernini could see himself in the mirror and consequently “sculpt himself” in the marble. 

This statue, a symbol of courage, action, and movement, was designed by Bernini like the others in the Gallery with a point of view that is not what we have today.

The David was leaning against a wall, and placed on a lower base, literally leaped out into space, meeting the spectator, designated to the wheel of Goliath.

The different original location also explains the “unfinished” of the rear area in some parts, such as the left foot.

The David is as a whole a self-portrait of Bernini, a naked, strong, ambitious 24-year-old.

InfoSite: Borghese Gallery

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Bernini iniziò a scolpire il David perI il Cardinale Alessandro Peretti Montalto, ma alla morte di quest’ultimo, la scultura fu intercettata da Scipione Borghese. Nel maggio del 1624 la ritroviamo già collocata in una sala al pian terreno di Villa Borghese.

Per la prima volta dopo aver affrontato temi mitologici o della storia greco romana, Bernini si cimenta con un tema sacro. Scolpire un David per un artista del ‘600 era un chiaro richiamo a quanto fatto in precedenza con lo stesso soggetto da Michelangelo, a Donatello, a Verrocchio. 

Gian Lorenzo immagina David in modo del tutto nuovo.

Lo fotografa nel momento di massima tensione, quasi a bloccarlo mentre chiude gli occhi, morde il labbro e si concentra ad incontrare Golia.

L’eroe biblico ha appena preso una pietra dalla sacca che ha sul fianco per metterla nella fionda, dettaglio di bravura senza pari.

Probabilmente per la posizione delle gambe si rifà al Gladiatore Borghese (oggi al Louvre) che aveva la possibilità di vedere quotidianamente.

Raccontano le cronache del dialogo silenzioso tra Maffeo Barberini (papa Urbano VIII) e Gian Lorenzo. Maffeo reggeva lo specchio affinchè Bernini potesse specchiarsi e di conseguenza “scolpirsi” nel marmo. 

Questa statua, simbolo di coraggio,azione e movimento, era stata ideata da Bernini come le altre presenti in Galleria con un punto di vista che non è quello che abbiamo oggi.

Il David era appoggiato ad una parete, e posto su di un basamento più basso, balzava letteralmente fuori nello spazio, incontrando lo spettatore, designato al ruoto di Golia.

La diversa collocazione originaria spiega anche il “non finito” della zona posteriore in alcune parti, come il piede sinistro.

Il David è nell’insieme un autoritratto di Bernini, un 24 enne nudo, forte, ambizioso.

InfoSite: Galleria Borghese

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