Banksy Again in Rome!

Banksy Again in Rome!

Italian Version below*

Being able to visit an exhibition in a seemingly endless year of pandemic is a great achievement. After a long wait, I managed to visit Banksy’s exhibition at the Chiostro del BramanteA visual protest, as always not authorized by the artist.

The unknown writer continues to fascinate the world, me above all.

The exhibition is well organized, rich in content with over 100 works from all private collections.

Excellent set-up, including the lights that are not always taken care of and with the possibility to download the audio guide with QRcode and use it with the wifi inside the rooms.

The ticket is 15 euros, high for the current times and as often happens for the “Chiostro”, almost zero reductions even for the employees in the sector. 

All the most iconic works are exhibited, starting from the first room that welcomes us with A Girl with balloon, how much I would like to have it in my living room, this time too was my first thought!

But who is Banksy in the end? Clearly the fascination is due to its not “being known”.

The mystery helps the publicity but also the message that the street artist born in Bristol wants to launch.

The graffiti culture can be said to have existed since “prehistoric times” but its most recent manifestation stems from the explosion of hip hop culture in the late 1980s in the United States.

In the nineties, Banksy almost completely abandoned freehand graffiti to specialize in the stencil technique. The artist himself stated that “it was now impossible to perform pieces of a certain complexity freehand due to the speed with which the police intervened”.

Banksy follows in the footsteps of Blek le rat, a French cartoonist born in 1951 and will often underline “every time I paint something, I discover that Blek had already done it 20 years ago”.

It tries to transform street art into something else and to break down the closed doors of the art world even with provocations.

And lo and behold, walking around the exhibition halls, we will meet Love is in the air (flower thrower) limited edition 2003 silkscreen that shows a protester who is preparing to throw a bouquet of flowers and not a dangerous object with a threatening air.

The same subject was also used for the very famous mural in Jerusalem on the separation wall between Palestine and Israel.

We will always feel surrounded by many mice, the writer’s favorite animal, we will say an emblem as Campbell’s soup was for Andy Warhol.

But why the mice? They clearly abound in the suburbs, as graffiti artists move in the night, in the tunnels, in the railway networks …

And we will really have the embarrassment of the choice between references to the British crown, to wars in the world, to the reflection on the consumerism that overwhelms us and of which we are employees, the “Sale ends today” work is the key to the whole message, will we be able to survive until the next sales arrive?

It’s a tough challenge for me too! And the story continues….

Graffiti has been used to start revolutions, stop wars, and generally are the voices of the people who are not heard.

All rights reserved*

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Riuscire a visitare una mostra in un anno di pandemia apparentemente senza fine è una grande conquista.

Dopo tanta attesa posso raccontarvi la mia esperienza alla mostra di Banksy al Chiostro del BramanteA visual protest, come sempre non autorizzata dall’artista.

Il writer sconosciuto continua ad affascinare il mondo, me in primis.

La mostra è ben organizzata, ricca di contenuti con oltre 100 opere provenienti tutte da collezioni private.

Ottimo l’allestimento, incluse le luci che non sempre vengono curate e con la possibilità di scaricare l’audioguida con qrcode ed utilizzarla con il wifi all’interno delle sale.

Il biglietto è di 15 euro, altino per i tempi che corrono e come spesso accade per il Chiostro, quasi zero riduzioni anche per gli addetti al settore. 

Tutte le opere più iconiche sono esposte, a partire dalla prima sala che ci accoglie con A Girl with balloon.

Quanto mi piacerebbe averla nel mio salone, anche questa volta è stato il mio primo pensiero!

Ma alla fine chi è Banksy? Chiaramente il fascino è dovuto al suo non “essere noto”.

Il mistero aiuta la pubblicità ma anche il messaggio che lo street artist nato a Bristol vuole lanciare.

La cultura dei graffiti possiamo dire che esiste fin dalla “preistoria” ma la sua manifestazione più recente nasce dall’esplosione della cultura hip hop avvenuta nei tardi anni Ottanta negli Stati Uniti.

Negli anni novanta Banksy ha abbandonato quasi del tutto i graffiti a mano libera per specializzarsi nella tecnica dello stencil.

Lo stesso artista ha affermato che “era impossibile oramai eseguire a mano libera pezzi di una certa complessità a causa della rapidità con cui interveniva la polizia”.

Banksy segue le orme di Blek le rat, fumettista francese classe 1951 e sottolineerà spesso “ogni volta che dipingo qualche cosa, scopro che Blek lo aveva già fatto 20 anni fa”.

Cerca di trasformare la street art in qualcos’altro e di abbattere anche con provocazioni le porte chiuse del mondo dell’arte.

Ed ecco che gironzolando nelle sale della mostra, incontreremo Love is in the air (flower thrower) serigrafia del 2003 in edizione limitata che mostra un manifestante intento con aria minacciosa a lanciare un mazzo di fiori e non un oggetto pericoloso.

Il medesimo soggetto fu utilizzato anche per il famosissimo murales a Gerusalemme sul muro di separazione tra la Palestina ed Israele.

Ci sentiremo sempre circondati da tantissimi topi, animale preferito del writer, diremo di lui come di un vero emblema così come la zuppa Campbell’s lo è stata per Andy Warhol.

Perchè i topi? Abbondano chiaramente nelle periferie, come i graffittari si muovono nella notte, nei tunnel, nelle reti ferroviarie…

Ed avremo davvero l’imbarazzo della scelta tra riferimenti alla corona britannica, alle guerre nel mondo, alla riflessione sul consumismo che ci travolge e di cui siamo dipendenti.

L’opera “Sale ends today” è la chiave di tutto il messaggio, riusciremo a sopravvivere fino all’arrivo dei prossimi saldi? E’ una dura sfida anche per me!

E la storia continua….

I graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre, e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate.

Se amate Banksy leggete anche questo articolo: Banksy a Napoli

InfoSite: Chiostro del Bramante

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