Vincent Van Gogh, the Starry Night

Vincent Van Gogh, the Starry Night

Italian Version below*

“I want to tell that I think that I have done well to come here, because, by seeing the reality of the assorted madmen and lunatics in this menagerie, I’m losing my vague dream, my fear of the thing. And bit by bit I’m getting to consider that madness is just a disease like any other. Thus the change in surroundings will do me good, I think”

These are Vincent Van Gogh‘s words from a letter of his to his brother Theo, from Saint-Rèmy asylum. He voluntarily spent here a few months in this facility. In these months he painted masterpieces like The Starry Night, currently at MoMa of NY.

Vincent imagines an oneiric trip, where the landscape becomes imaginative perception, transcendent, incomplete relaxation of the senses, in a real, concrete poetic adventure. The cypress, which appears in this as in other paintings, is perhaps a premonition of death. The painted village is made-up and the spire of the bell tower refers to his homeland, the Netherlands. “Looking at the stars makes me dream”, Vincent said, and that’s what every spectator feels, almost surely, admiring this work.

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More Info: MOMA


“Volevo dirti che credo di aver fatto bene a venire qui innanzi tutto perchè vedendo la realtà della vita dei pazzi o dei vari squilibrati di questo serraglio mi passa il timore vago, la paura della cosa in se stessa. E poco per volta posso arrivare a considerare la follia una malattia come le altre. Mi sta tornando l’idea di lavorare e credo che mi torneranno molto presto tutte le mie facoltà lavorative.”

Così scriveva il 15 maggio 1889 Vincent Van Gogh al fratello Theo, dal manicomio di Saint-Rèmy; in questo luogo dove si era ritirato volontariamente per curarsi, dipingerà innumerevoli capolavori come la Notte Stellata conservata al Moma di New York….era il giugno del 1889.

Vincent concepisce un viaggio onirico, dove il paesaggio diventa percezione immaginifica, trascendente, nella completa distensione dei sensi, in una reale, concreta avventura poetica. Il cipresso che appare in questa come in altre tele è forse un presentimento di morte. Il villaggio ritratto è inventato, e la guglia del campanile rimanda alla sua terra natìa, l’Olanda. Guardare le stelle mi fa sognare, diceva Vincent, ed è quello che ogni spettatore prova, quasi sicuramente, accostandosi a quest’opera.

Fonti: Vincent Van Gogh, Lettere a Theo
Vincent Van Gogh, Grandi monografie Electa

Dove trovarloQUI

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