Ingegnosità Romana: Le terme di Caracalla

Rappresentano l’impianto termale tra i meglio conservati a Roma. Fu inaugurato nel 216 d.C. dall’Imperatore Caracalla, figlio di Settimio Severo, in una zona periferica tra lo snodo di Via Capena e le pendici del Piccolo Aventino.

L’architettura esprime nelle forme di Caracalla il massimo ingegno dei Romani. E’ un impianto termale perfettamente orientato per sfruttare l’irraggiamento del sole: è composto da un’asse centrale su cui si aprono la natatio (piscina scoperta), il frigidarium, il tepidarium ed il caldarium e da ambienti simmetrici posti lateralmente, gli spogliatoi, le palestre, i laconicum (le saune). Impressionano i “ruderi” che in alcuni punti raggiungono ancora i 37 metri di altezza.

Le terme di Caracalla ospitavano tra le 6000/8000 persone al giorno e, quasi sicuramente, l’ingresso era gratuito. Non c’era una divisione dei sessi, così che gli uomini e le donne potevano frequentare la struttura nei medesimi orari. Se in un primo momento i Romani avevano un’idea negativa dell’acqua, associata al “rammollimento del corpo”, nel corso dei secoli ne capirono l’importanza e ne fecero il perno delle loro giornate. Le terme divennero un luogo di ritrovo sociale, di scambio culturale, ospitavano biblioteche (come nel caso di Caracalla), tabernae, palestre, zone per massaggi e per la depilazione.

L’impianto di Caracalla era noto in tutta Roma per lo sfarzo delle decorazioni in marmo, paste vitree e per le mirabili sculture. Da qui provengono il c.d. Toro Farnese esposto al Museo archeologico di Napoli o i celebri mosaici con gli atleti ospitati in una sezione dei Musei Vaticani.

Con la caduta dell’impero Romano nel 476 d.C. ed il taglio degli acquedotti nel 537 d.C. ad opera di Vitige, l’area fu completamente abbandonata; utilizzata in un primo momento come cimitero, in seguito divenne una cava di materiali e fu completamente spoliata. I primi “scavi” furono opera di Paolo III Farnese, in pieno Rinascimento, che iniziò così a raccogliere e formare il nucleo della collezione che della famiglia ha il nome (la collezione Farnese è parte integrante del Museo Archeologico di Napoli).

Nel XIX secolo la zona fu nuovamente indagata… per giungere al XX secolo ed ai nostri giorni.

Per lungo tempo le Terme di Caracalla sono state imprigionate dalle scenografie e strutture metalliche del Teatro dell’Opera.

Nel 2001 le Terme di Caracalla sono state riaperte alla musica classica ed all’ opera  lirica, con un palcoscenico temporaneo e rimovibile, lontano dalle strutture del Caldarium e nel rispetto del monumento. Il merito della rinascita e della voglia di far conoscere al mondo intero una struttura unica nel suo genere, è della Direttrice Marina Piranomonte.

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