Il sogno di Nerone si chiamava: Domus Aurea

Il sogno di Nerone si chiamava: Domus Aurea

Tuttavia gli sperperi maggiori li fece nelle opere di costruzione. Si fece costruire una casa che si estendeva dal Palatino all’Esquilino che chiamò dapprima transitoria e poi, quando la fece ricostruire, perché era stata distrutta da un incendio, aurea. Della sua grandezza e magnificenza basterà dire questo: c’era un atrio in cui era stata eretta una statua colossale di Nerone alta centoventi piedi. Tale era l’ampiezza, che all’interno aveva porticati a tre ordini di colonne, lunghi un miglio; c’era anche un lago artificiale che sembrava grande un mare, circondato da edifici che formavano come delle città. Inoltre, all’interno c’erano campi, vigne, pascoli, boschi con svariati animali, selvatici e domestici, d’ogni genere. Nelle altre parti, ogni cosa era rivestita d’oro e ornata di gemme e madreperla. Il soffitto delle sale da pranzo era di lastre d’avorio mobili e forate, perché vi si potessero far piovere dall’alto fiori ed essenze. La sala principale era circolare e ruotava su se stessa tutto il giorno e la notte, senza mai fermarsi, come la terra.
Nelle sale da bagno scorrevano acque marine e albule. Quando Nerone inaugurò questa casa alla fine dei lavori, espresse il suo compiacimento, dicendo che finalmente poteva cominciare ad abitare in modo degno di un uomo.

Questo sono le notizie tramandate da Svetonio, tra le fonti principali con Plinio e Tacito.

Ciò che rimane oggi di questo immenso complesso è un padiglione sul Colle Oppio.

Il padiglione si innalzava in origine in posizione dominante sul pendio meridionale del Colle Oppio, collegato probabilmente con dei terrazzamenti allo stagnum (valle del Colosseo).

Esecutori di questo ambizioso progetto architettonico, furono gli architetti Severo e Celere, ricordati da Tacito, la cronologia va dal 64 d.C. (post incendio) ed il 68 d.C. (anno della morte di Nerone), anche se si suppone della preesistenza di alcune strutture precedenti all’incendio.
La morte di Nerone è seguita dalla damnatio memoriae che cancella definitivamente le tracce di una personalità troppo invasiva.

A distanza di alcune decenni Traiano incaricherà il suo architetto di fiducia, Apollodoro di Damasco, di costruire nel medesimo luogo un complesso sistema termale, occultando ma paradossalmente anche preservando per lunghi secoli, ciò che in epoca moderna è stato poi riportato in luce.

Dal 26 ottobre 2014 il Cantiere della Domus Aurea è visitabile su prenotazione nei week end.

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