Giverny: un giorno con Monet!

Il mio più bel capolavoro è il mio giardino“, così ripeteva Monet ai suoi visitatori.

Nel 1883 Monet si trasferisce a Giverny, circa 90km da Parigi. Qui troverà il suo luogo ideale per alimentare la sua fantasia d’artista. Vi rimarrà fino al 1926, anno della sua morte.
Scopro ogni giorno motivi sempre più belli. C’è di che uscirne pazzi, tanto sento il desiderio di fare tutto, la testa mi scoppia“, Monet, nel suo giardino abbandona il contatto con la contemporaneità che tanto lo aveva affascinato in gioventù e si rifugia in un mondo completamente nuovo, quasi a voler rifuggire dal chiasso e dal brulicare della metropoli. Ora tutto ciò che dipinge, è fermo; egli coglie lo scorrere del tempo sui fiori inerti, rappresentandoli in tutte le loro forme e nelle diverse stagioni.
A Giverny, Monet aveva trovato davanti alla sua casa un grande orto, con due lunghe aiuole da ogni lato di un viale centrale; creò con l’aggiunta di archetti metallici una volta fiorita, formando un tappeto di colori. Ampliava di continuo il suo giardino e non cessava mai di modificarlo.
Nel suo giardino, farà costruire il Ponte Giapponese, sognando di realizzare, poi, uno stagno artificiale, dove seminare delle Ninfee che saranno il filo conduttore dell’ultima sua grande fatica.

Questi paesaggi d’acqua e di riflessi sono divenuti un’ossessione. E’ al di là delle mie forze di persona anziana e voglio tuttavia arrivare a rendere ciò che sento vivamente. Ne sono distrutto […], ricomincio sperando che da tanto sforzo esca qualcosa“.

 

Fonti:
Léveque J.J. –Monet
R. Tassi –Monet

Dove trovarlo: QUI

Virtual Tour

Sostieni #laculturachevince, aiuta la condivisione.

 

 

 

Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Selenia Morgillo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.