Firenze, Giambologna ed Il Ratto delle Sabine

Nel 1530 Cosimo I de’ Medici assunse la guida di Firenze e ne divenne duca sette anni più tardi. Riprendendo il filone del mecenatismo, così caro ai suoi predecessori, cercò di ripristinare il primato artistico della città di Firenze, chiamando a corte i migliori artisti del tempo. Questa idea pervase anche l’animo di suo figlio, Francesco I, che gli succedette nella reggenza a partire dal 1574 fino al 1587.

Ci fu un’artista che visse particolarmente gli anni del potere di Cosimo I e Francesco I, noto alle cronache come Giambologna  (scultore fiammingo, Jean Boulogne, 1529-1608).

Arrivato in sordina a Firenze nel 1552, fu ospitato e protetto da Bernardo Vecchietti, grazie al quale entrò poi in contatto con la corte medicea. In un primo momento dovette accontentarsi di piccole commissioni, ma lo scenario cambiò completamente negli anni della maturità, quando tra gli innumerevoli capolavori, divenendo scultore ufficiale di corte, gli venne commissionato Il Ratto delle Sabine, una delle sculture che, per volere del Granduca Cosimo, sarebbe stata posizionata nella Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria, con l’intento di realizzare un museo all’aperto.
Giambologna lavorò all’opera dal 1574 fino al 1583 ca; in essa portò forse quasi all’estremo tutte le idee manieriste, di cui fu un grande artefice.

Il Ratto delle Sabine si impone con il suo virtuosismo e con i tre corpi che si aggrovigliano tra di loro in un moto ascensionale.
L’occhio dell’osservatore sale e scende rapidamente e si spinge oltre, avendo la possibilità di “girare intorno” con una visuale che non è più bidimensionale e che precorre i moduli bizzarri del barocco.
Per alcuni il soggetto è quello del leggendario momento storico del Ratto delle Sabine, raccontatoci da Tito Livio nella Storia di Roma, per altri il vero intento dell’artista era di raffigurare le “tre età dell’uomo” avendo inserito nella parte alta della composizione una donna sorretta da un giovane uomo e nella parte inferiore un anziano.
Nonostante i 4,10 metri di altezza il gruppo scultoreo appare flessibile e leggiadro, quasi come se il marmo avesse preso vita.

Per saperne di più e su dove trovarloQUI

Info: QUI

 

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