Raffaello, Pala Baglioni

Raffaello, Pala Baglioni

Italian Version below*

The diagnostic investigation campaign, financed by the Bank of America, which recently involved Raphael’s Pala Baglioni, exhibited at the Borghese Gallery, is near the end.

The artwork normally visible in the Pinacoteca of the Borghese Gallery also during this period of investigation was always visible to the public, placed in an area of ​​the room in an exposed structure.

A few days ago it has been “stripped” of this “working” structure and is in plain sight, under special surveillance by the room keepers, without too many words it is “embarrassing” for its beauty.

Whenever for work or fortuitous events in life I find myself in privileged points of view it is a very strong emotion for me.

I would always like to be able to look at the works of art from this distance and not from meters high, with unsuitable lighting.

The Pala Baglioni is for me a moving artwork. 

A young Raphael, only 24 years old, signs and dates this Deposition commissioned by Atalanta Baglioni in memory of his son Grifonetto killed in a family conspiracy.

The original work destined for the family chapel in the church of San Francesco al Prato in Perugia was composed of the central part (Deposition Borghese) by a cymatium with the Eternal with Cherubini now in the National Gallery of Perugia and the predella with the three virtues theologians and angels, today in the Vatican Pinacoteca.

Raphael trained in the workshop of Pietro Perugino, signed and dated the Baglioni altarpiece in a crucial year, 1507, soon after he arrived in Rome at the court of Pope Julius II della Rovere.

The painting is easy to read, more than a Deposition as the title suggests it is a Transport of Dead Christ, we will notice in the upper part of the painting the Mount Calvary, the place of the crucifixion, and on the left the burial cave.

The moment that Raphael proposes to us is the intermediate one in history.

The characters are cleverly divided into two groups by this beautiful young man in profile in which the effigy of Grifonetto was recognized.

From the left we have Nicodemus, John (with their hands joined), Joseph of Arimathea and Mary Magdalene holding the hand of Christ, on the right the focus is the Virgin supported by pious women.

There are many quotations from Perugino to Michelangelo and the study of preparation of the work was long, as evidenced by the numerous drawings that have come down to us.

Raffello is ready to explode in all his grandeur, as he will shortly show us in the infinite construction site of the Vatican Rooms.

InfoSite: Borghese Gallery

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E’ in dirittura d’arrivo la campagna di indagini diagnostiche, finanziata da Bank of America che ha interessato negli ultimi tempi la Pala Baglioni di Raffaello, esposta alla Galleria Borghese.

L’opera, normalmente visibile nella Pinacoteca della Galleria Borghese anche durante questo periodo di indagini è stata sempre visibile al pubblico, posta in una zona della sala in una struttura a vista.

Da alcuni giorni è stata “spogliata” da questa struttura “di lavoro” ed è in bella vista, sorvegliata speciale dai custodi di sala, senza troppi giri di parole è “imbarazzante” per la sua bellezza.

Ogni qual volta per eventi lavorativi o fortuiti della vita mi ritrovo in punti di vista privilegiati è per me una fortissima emozione.

Vorrei sempre poter guardare le opere d’arte da questa distanza e non magari a metri di altezza, con illuminazioni non adatte.

La Pala Baglioni è per me un’ opera commovente. 

Un giovane Raffaello, di soli 24 anni, firma e data questa Deposizione su commissione di Atalanta Baglioni in memoria del figlio Grifonetto ucciso in una congiura familiare.

L’opera in origine destinata alla cappella di famiglia nella chiesa di San Francesco al Prato a Perugia, era composta dalla parte centrale (Deposizione Borghese) da una cimasa con l’Eterno fra Cherubini, ora alla Galleria Nazionale di Perugia, e dalla predella con le tre virtù teologali e angeli, oggi alla Pinacoteca Vaticana.

Raffaello formatosi presso la bottega di Pietro Perugino, firma e data la Pala Baglioni in un anno cruciale, 1507, dopo poco arriverà a Roma alla corte di Papa Giulio II della Rovere.

Il dipinto è di facile lettura; più che una Deposizione come esprime il titolo. Si tratta di un Trasporto di Cristo Morto, noteremo nella parte alta del dipinto il Monte Calvario, luogo della crocifissione e sulla sinistra la grotta della sepoltura.

Il momento che Raffaello ci propone è quello intermedio della storia.

I personaggi sono abilmente divisi in due gruppi da questo bellissimo giovane di profilo in cui si è voluto riconoscere l’effigie di Grifonetto.

Da sinistra abbiamo Nicodemo, Giovanni (con le mani giunte), Giuseppe d’Arimatea e Maria Maddalena che sorregge la mano di Cristo, a destra il fulcro è la Vergine sorretta dalle pie donne.

Tantissime sono le citazioni da Perugino a Michelangelo e lungo è stato lo studio di preparazione dell’opera, come testimoniato dai numerosissimi disegni a noi giunti.

Il primo riferimento è ad un sarcofago del III secolo d.C. raffigurante la morte di Meleagro, oggi ai Musei Capitolini.

Raffello è pronto ad esplodere in tutta la sua grandezza, come di qui a poco ci farà vedere nell’infinito cantiere delle Stanze Vaticane.

InfoSite: Galleria Borghese

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