Klimt, the Secession, and Italy

Klimt, the Secession, and Italy

Italian Version Below*

Do not miss the opportunity to visit the exhibition Klimt, the Secession, and Italy in the magical setting of Palazzo Braschi, a few meters from Piazza Navona.

The exhibition promised to be among the most interesting in the autumnal panorama of the Eternal City. My expectations have not been disappointed.

Gustave Klimt, a painter of Bohemian origin, was born in 1862 to a goldsmith father. 

In 1876 he enrolled in the School of Arts and Crafts of the Vienna Industrial Art Museum

Subsequently, his symbolist turning point matures and since 1897 he joins the Viennese Secession among the most incisive European Secessions, which he presided over until 1904.

The European Secessions are born from a substantial lack of cultural unity of Germany which had just unified from a political point of view.

In 1898, the magazine Ver Sacrum, which constitutes the ideological organ of the movement, appears for the first time in the cultural panorama. 

The art of the Viennese secessionists is aimed at everyone without distinction of class and social condition. The group’s motto is the thought “At the time his art, art his freedom“.

The exhibition at Palazzo Braschi traces the entire artistic parable of Klimt and his relationship with Italy.

The Bohemian painter will visit Italy on several occasions starting from 1899. He will be struck by many cities, Genoa, Venice (he will present some works during the 1914 Biennale), Padua, the landscapes of Lake Garda, Florence, Pisa, and Ravenna only to name a few. 

The encounter with the Mosaics of Ravenna will be love at first sight for him – the mosaics are of unprecedented splendor, so he will write.

In 1911 Klimt was in Rome at the Universal Exposition with 8 paintings and 4 drawings, including the famous Kiss.

The inspiring muse in Klimt’s life is the beautiful Alma Mahler. His face is what we find in the ‘iconic Giuditta‘, on display in the first rooms of Palazzo Braschi. Alma seduces and abandons many men of her time, perfectly embodying the Femme Fatale type.

Among the countless masterpieces on display, the Beethoven frieze, a mural more than 34 meters long, and also the Portrait of a Lady, relating to the last phase of the artist who will die at 56 years old.

An accurate analysis of the canvas confirmed that The Portrait of a Lady was made on a previous canvas used with an identical subject in the face and pose of the current portrayed.

In 1997 the Portrait of a Lady was stolen from the Oddi Gallery in Piacenza and almost magically reappears in a plastic bag in 2019 along the external wall of the Piacenza museum.

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InfoSite: Palazzo Braschi

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Non lasciatevi scappare l’occasione di visitare la mostra Klimt, la Secessione e l’Italia nello scenario magico di Palazzo Braschi, a pochi metri da Piazza Navona.

La mostra si preannunciava tra le più interessanti nel panorama autunnale della città eterna. Le mie aspettative non sono state deluse.

Gustave Klimt, pittore di origine boema, nasce nel 1862 da padre orafo. 

Nel 1876 si iscrive alla Scuola di Arti e Mestieri del museo artistico industriale di Vienna

Successivamente matura la sua svolta simbolista e dal 1897 aderisce alla Secessione Viennese, tra le più incisive secessioni europee, da lui presieduta fino al 1904.

La Secessioni europee nascono da una mancanza sostanziale di unità culturale della Germania appena unificatasi dal punto di vista politico.

Nel 1898 appare, per la prima volta nel panorama culturale, la rivista Ver Sacrum che costituisce l’organo ideologico del movimento. 

L’arte dei secessionisti viennesi si rivolge a tutti senza distinzione di ceto e condizione sociale. Motto del gruppo è il pensiero “Al tempo la sua arte, all’arte la sua libertà”.

La mostra di Palazzo Braschi ripercorre l’intera parabola artistica di Klimt ed il suo rapporto con l’Italia.

Il pittore boemo visiterà l’Italia in diverse occasioni a partire dal 1899.

Rimarrà colpito da tante città, Genova, Venezia (presenterà alcune opere durante la Biennale del 1914), Padova, i paesaggi del Lago di Garda, Firenze, Pisa e Ravenna solo per citarne alcune. 

L’incontro con i Mosaici Ravennati sarà per lui un amore a prima vista – i mosaici sono di uno splendore inaudito – scriverà l’artista.

Nel 1911 Klimt è a Roma all’Esposizione Universale con ben 8 dipinti e 4 disegni, fra questi il celebre Bacio.

Musa ispiratrice nella vità di Klimt è la bellissima Alma Mahler.

E’ suo il volto che troviamo nell ‘iconica Giuditta’, in mostra nelle prime sale di Palazzo Braschi. Alma seduce e abbandona tantissimi uomini del suo tempo, incarnando perfettamente il tipo della Femme Fatale.

Tra gli innumerevoli capolavori in mostra, il fregio di Beethoven, un murale lungo più di 34 metri.

Appare anche il Ritratto di Signora, relativo all’ultima fase dell’artista che morirà a 56 anni.

Un’analisi accurata della tela ha confermato che Il ritratto di Signora è stato realizzato su di una tela precedente utilizzata con un soggetto identico nel volto e nella posa dell’attuale effigiata.

Nel 1997 il Ritratto di Signora viene trafugato dalla Galleria Oddi di Piacenza e riappare quasi magicamente in un sacchetto di plastica nel 2019 lungo il muro esterno del museo piacentino.

InfoSite: Palazzo Braschi

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