Il Laocoonte

Il Laocoonte

Il 14 Gennaio del 1506, sul Colle Oppio, nelle vicinanze della Domus Aurea neroniana, avviene la scoperta del gruppo marmoreo del Laocoonte.

Giulio II, attento collezionista, lo acquista il 23 Marzo e decide di collocarlo in uno degli spazi di maggior rilievo del Cortile Ottagonale o delle Statue, gettando il seme che porterà alla nascita dei Musei Vaticani.

Plinio nella Naturalia Historia ( XXXVI, 37) tramanda che il gruppo marmoreo del Laocoonte era stato eseguito dagli scultori di Rodi, Hagesandros, Athanodoros, e Polydoros.

Virgilio dà un’ampia descrizione dell’episodio (Eneide II, 199-233) in cui il sacerdote troiano, Laooconte, aveva messo in guardia i suoi compatrioti contro il cavallo di legno dei greci […] Solo Enea riconosce il vero significato del segno premonitore, si salva con i suoi fuggendo, in Italia dove fonderà Lavinium e suo figlio Alba Longa.

Il gruppo scultoreo ebbe grande impatto sull’arte rinascimentale, a partire da Michelangelo che lo utilizzò quale fonte di ispirazione per i suoi nudi maschili.

Lessing scorgeva in tutto questo il sacrificio della verità e dell’espressione in nome della legge della bellezza.

 

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